Il Festival Musica Etnica di Civitavecchia

Cos’è che ci spinge a ricercare le radici della nostra cultura?

Forse, la volontà di scoprire qualcosa di più su di noi, sui nostri modi di essere e di fare, insomma sul nostro modo di vivere. In questa ottica si spiega lo sviluppo e il consenso che il Festival di Musica Etnica di Civitavecchia ha ottenuto nel corso degli ultimi anni.

Nato da una felice intuizione di Diego Spano, uno di fondatori dell’Associazione Culturale “Il Cantiere della Musica” che ne cura la Direzione Artistica, il Festival deve la sua concretizzazione alla sensibilità del Presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Civitavechia, avv. Vincenzo Cacciaglia, e di tutto il Consiglio d’amministrazione.

Lo scopo è sempre quello di fornire al pubblico, sempre più interessato e attento a dispetto della velocità e dell’indifferenza che contraddistingue il nostro mondo moderno, la possibilità di ascoltare dal vivo i migliori nomi del panorama etnico nazionale ed internazionale, cercando così di creare interesse attorno alle radici musicali proprie ed a quelle altrui, con l’obiettivo di riscoprire noi stessi e di conoscere meglio gli altri, i nostri “vicini”.

In questo, l’ascoltatore non viene lasciato solo: una delle particolarità del Festival Etnico di Civitavecchia è proprio quello di offrire chiavi di lettura per meglio capire e vivere le permormances dei vari artisti e del retroterra culturale da cui nasce, straordinaria creazione dell’uomo, la musica; tutte le serate, infatti, sono precedute da una breve introduzione storico-musicale curata del prof. Mario Camilletti, presidente dell’Associazione Culturale “Il Cantiere della Musica”.

Ma non è questa l’unica offerta: la gratuità degli spettacoli, particolarità che rende particolarmente appetibili i vari concerti, rendendo a tutti possibile l’accesso e la fruizione degli spettacoli, configura il Festival di Civitavecchia come uno dei pochi totalmente gratuiti, dove lo spettatore trova una straordinaria e gratuita offerta culturale, nel rispetto di quello che era il costume del Teatro presso i Greci.

E poi, la cornice straordinaria entro cui si svolge l’iniziativa, cioè la Fortezza di Giulio II detta Forte Michelangelo, una straordinaria opera rinascimentale, vero simbolo della città, che proprio lo scorso anno ha festeggiato i 500 anni dalla fondazione, location straordinaria per un Festival che ha già visto la partecipazione di artisti quali la Nuova Compagnia di Canto Popolare, Riccardo Tesi, Alfio Antico, Eugenio Bennato, l’irlandese Emily Smith, gli Aquaragia Drom, i greci Uzeri, Arnaldo Vacca, il duo Malastrana, gli spagnoli Flamenco Lunares, la Piccola Orchestra “La Viola”, il croato Boris Kovac, Ruggero Artale, Enrico Capuano, Ciccio Merolla, Umberto Sangiovanni, Mimmo Epifani, nomi che basterebbero a fare una piccola enciclopedia della musica etnica, e che ogni anno stupisce con nuove iniziative.

Questo è il Festival Etnico di Civitavecchia, uno dei porti maggiori del Mediterraneo che ha riscoperto la sua vocazione ad essere anche crocevia di popoli, culture, idee e quindi musica, come fu all’epoca della sua nascita, ai tempi dell’imperatore Traiano; vi aspettiamo.

Artisti intervenuti

  • Eugenio Bennato
  • Teresa De Sio
  • Nuova Compagnia di Canto Popolare
  • Nando Citarella
  • Ambrogio Sparagna
  • Mimmo Epifani
  • Cristina Benitez
  • Klezroym
  • Riccardo Tesi
  • Giorgio Onorato
  • Alfio Antico
  • Ruggero Artale
  • Evi Evan
  • Ouzeri
  • Emily Smith
  • Boris Kovac
  • Dimitris Koutsiuros
  • Flamenco Lunares
  • Abbes Boutriga
  • Javier Girotto
  • Pejman Tadayon
  • Cuartetango
  • Gabriel Aguilera
  • Peppe Servillo
  • Natalio Mangalavite
  • Riccardo Tesi e Banditaliana
  • Kamafei
  • Valentina Ferraiuolo
  • Trio Zayt
  • Tupa Ruja
  • Gabriella Ajello
  • Alessandro Gwiss
  • Carlo Faiello
  • Antonella Ruggiero
  • Banda di Piazza Caricamento
  • El Hadji Mbaye
  • Enrico Capuano
  • Spakkaneapolis
  • Banda Berimbau
  • Pietro Cirillo e i Tarumba
  • Actores Alidos
  • Garras en trio